All’Olimpico, la Lazio batte 3-0 gli svedesi dell’Elfsborg e ipoteca la qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League.
Si sa che nel calcio, spesso e volentieri, sono gli episodi a decidere una partita. Chissà cosa sarebbe accaduto se Avdic, attaccante dell’Elfsborg, avesse infilato Muslera dopo 12 minuti di gioco, invece di vedere la sua conclusione stamparsi sul palo. Scampato il pericolo, la Lazio ha saputo rifilare una tripletta agli svedesi trovando tre gol di pregevole fattura: quello che ha aperto le marcature porta la firma di Kolarov (minuto 24): è una micidiale conclusione di sinistro dalla distanza che sorprende Covic. la coppai d’attacco voluta da Ballardini è tutta sudamericana, ma Cruz brilla soltanto a tratti mentre Zarate si rivela più concreto: al 36′ infila per la seconda volta Covic con un destro dal limite, e nella ripresa, con un delizioso tocco sotto, serve a Mauri la palla del 3-0.

Già dopo il raddoppio laziale, la formazione ospite (priva di Keene, squalificato) ha rischiato di sprofondare, con Cruz nel finale di tempo, che spreca da pochi passi, poi ancora con Zarate due volte ad inizio ripresa, che si lascia andare ad un eccesso di altruismo per far segnare Brocchi e Cruz.

Gli svedesi provano a riaprire la partita con Svensson, regista all’antica a tutto campo, che prova con un tiro da fuori ma Muslera conferma di essere diventato un portiere affidabile e dice di no anche ad un bel colpo di testa di Floren. E come già arccontato, prima di uscire con la standing ovation del pubblico, illumina l’Olimpico con un pallonetto delizioso per Mauri che stoppa di petto e infila al volo di sinistro l’incolpevole Covic per il 3-0 conclusivo.

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